Come cambiano i pontili

Siamo a Cherso, marina Aci, da ormai tre giorni.

Il primo intervento non è stato risolutivo, anche se ha circoscritto il problema. Serbatoio sporco. Il cambio di filtro e pre-filtro del gasolio, l’aver fatto girare a lungo il motore, tutto quanto aveva dato speranza per la possibilità di proseguire la crociera senza ulteriori grandi intoppi si è rivelato parzialmente vano: accensione, partenza al primo colpo del vecchio Volvo Penta 2003T, ma dopo un minuto circa… il suo spegnimento. Il controllo del filtro ha sentenziato: qualcosa impedisce al gasolio di arrivare con costanza, serbatoio sporco!

Oggi discuteremo con il “boss” sulla possibilità di fare l’intervento qui a Cherso. Vedremo. Tempi, costi, quanto ne abbiamo, quanto siamo disposti a spendere.

Di rado, in crociera, ci siamo fermati così a lungo in un posto. In particolare quando si tratta di un marina. Così mi sono ritrovato a contemplare il cambio drastico dell’ambiente circostante e della percezione del luogo che ne deriva.

Tre giorni. Tre situazioni completamente diverse.

Il primo giorno eravamo circondati da numerose famiglie, bambini, strilli allegri e richiami amorevoli o severi. Tanti i tuffi dalla testa del molo che si allunga verso W nel lato più meridionale dell’insenatura di Cherso verso la chiesetta abbandonata sulla riva occidentale. Situazione a noi congeniale, dato che di bimbe al seguito ne abbiamo due.

Il secondo giorno è stato il turno dei “ragazzi“. Charter di giovani che facevano cambusa a suon di birre. Ma anche di meno giovani che han passato la sera a bere e chiacchierare in pozzetto fino a tardi. Tardi l’abbiamo fatto anche noi: ci siamo imbattuti nella famiglia di un amico che non c’è più e che riposa qui nel posto che ha amato in vita, la terra che i suoi genitori hanno lasciato da bambini e che oggi abitano nuovamente. Il caso ha voluto che ci fossero, a far visita ai nonni, i suoi figli che oggi vivono in una città lontana e che non abbiamo più occasione di incontrare. Al nostro rientro, a mezzanotte passata, il pontile era ancora un brusio di voci educate che non si rassegnavano al sonno e volevano prolungare il più possibile il piacere dello stare assieme.

Dopo vano tentativo di partenza, il terzo giorno è il turno dei mattinieri. Quelli che in crociera devono andare lontano. Anzi, visto che è giovedì, di quelli che non volevano terminare le vacanze e hanno probabilmente lasciato troppe miglia da percorrere per riportare il charter alla base. Ieri non ci son stati tuffi sul molo (ad eccezione di noi che ormai facciamo gli onori di casa) e al nostro rientro, tardi perché abbiamo incontrato nuovamente e con piacere i ragazzi di cui sopra, il pontile era silenzioso e deserto: oggi, venerdì, si mollano gli ormeggi presto per rientrare.

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